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PROGETTO  “CASA ALLAMANO” - MATOLA-  MOZAMBICO

 

Suor Teresa Josè de Osti - Irma Missionaria da Consolata
Rua Vaz. Spencer, 83 – Matola – Mozambico

Matola, seconda città del Mozambico, a 20 chilometri dalla capitale Maputo, è stata una delle città sommerse, in periferia, dall'alluvione durata da gennaio a marzo del 2000. La popolazione perse, oltre alla casa, le coltivazioni agricole e con esse il raccolto annuale sul quale era basata l'alimentazione familiare. Chi ha più sofferto sono i bambini, sofferenza che perdura anche dopo l'emergenza perché i grandi vanno a lavorare i campi per poterli di nuovo seminare e sopravvivere. Lavoro duro, quest'anno, perché molto terreno è rimasto invaso da acqua salata che distrugge la sua fertilità e per somma sofferenza le piogge sono disastrose anche in questa stagione 2001. La maggior parte delle famiglie sono formate da donne abbandonate dai mariti che vanno in Sud Africa a lavorare e non ritornano per diversi motivi, non ultimo, per morte nelle miniere. Non è raro trovare vedove, capo famiglia con 8-10 figli. Molti sono i casi estremamente dolorosi: Susanna la cui mamma è morta per ictus mentre allattava e i suoi due fratellini, Teresa e Lucas, abbandonati dal papà. Poi tanti e tanti altri, che soffrono, perché sono poco alimentati. La mortalità infantile è molto alta in questo anno, post-alluvione. La gente non ha di che sfamarsi, ma neppure soldi per curarsi dato che in Mozambico non c'è assistenza sanitaria gratuita.

 Nostro Intervento

Il nostro intervento si articola su due progetti:

  1. Fornire due pasti al giorno ai bambini sotto peso, seguendoli anche con cure mediche fino a che, raggiunto un certo benessere, possono essere dimessi per lasciare il posto ad altri. Ogni giorno 200 bambini ricevono la refezione: pane, marmellata, minestra e a volte carne o pesce. Il periodo di cura è di 3 mesi e grazie a questo sistema abbiamo recuperato centinaia di bambini e altrettanti aspettano!

  2. Aiutare le mamme più bisognose con un piccolo capitale che permetta loro di avviare un attività produttiva per creare condizioni economiche minime perché la malnutrizione non aggredisca più i bambini e possano avere i  soldi per pagare le tasse scolastiche. Il progetto non ha costi di gestione perché le mamme della comunità cristiana locale, si sono offerte come volontarie. Mamma Rosa, un'orfana a cui Suor Dalmazia aveva salvato la vita, ha offerto il proprio cortile per poter cucinare. Ogni giorno una mamma benedice la mensa e fa pregare i bambini con le braccia alzate, invocando il Padre dei Cieli perché dia cibo a tutta l'umanità e invocando la benedizione su chi ha provveduto al piatto fumante che sta davanti ai loro occhi.

Costo del progetto

  1. L'adozione di un bambino per una cura che comprende anche l'acquisto delle medicine è di lire 200.000 annue.

  2. L'adozione della mamma del bambino dimesso è di L. 200.000 annue. Con questo aiuto la mamma restaura un pò la capanna che è fatta di canne (infatti queste persone abitano nel quartiere "Canico", ossia di carne) e inizia una attività di vendita ambulante di frutta, verdura o altri prodotti che vende nei mercatini.

  3. Dei bambini e delle mamme non si forniscono né nome né foto perché costerebbe troppo in fatica e soldi che invece vengono tutti utilizzati per il progetto.

  4. Chi adotta riceverà una scheda di iscrizione, la ricevuta della suora responsabile con l’aggiornamento del progetto e l’abbonamento alla rivista “Andare alle Genti” per un anno.  

                                                         Suor Dalmazia Colombo

Coordinate per versamenti

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