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Lettera Di Suor Dalmazia

                                                                                                                                Grugliasco, Pasqua 2002

 

Carissimi genitori adottivi e amici,

                    è Pasqua, nel mio cuore si affollano tanti ricordi perché in Mozambico la Pasqua è vissuta come cerimonia battesimale. In città, i battezzandi si presentano vestiti a festa, in bianco le ragazze e le spose, in cravatta e camicia bianca i ragazzi, ma anche nei villaggi sperduti e poveri è festa, i vestiti sono coloratissimi, ci sono fiori in testa, e le cappelle costruite con argilla e paglia sono adornate di frasche e fiori.... E per tutti c’è il momento, bellissimo da contemplare, in cui

l’acqua battesimale scende e la Pasqua entra come un raggio di sole sui visi!

Ma ho anche un altro ricordo pasquale: quando venne il Papa in Mozambico nel 1989. Non era pasqua, ma fu Pasqua per il Paese. Da quattordici anni le campane non potevano suonare in Mozambico per motivi politici, la guerra e la mancanza delle libertà civili e religiose. Ma quando il Papa mise piede sul suolo mozambicano, le campane di tutto il paese incominciarono a suonare. Non solo quelle delle città, vere campane, ma anche quelle a “percussione”, formate da due ferrivecchi, che possiedono le cappelle delle missioni, e la gente diceva:

 “E’ Pasqua, è Pasqua, è  tempo di avere speranza”.

E fu davvero l’inizio di una Pasqua che mise fine alla guerra e alla dittatura.

Ma c’è un’altra Pasqua di liberazione che mi si presenta davanti al cuore: è quella che ho visto tante volte brillare sul volto degli adottati che esclamavano: “Allora  posso sperare, posso avere un futuro, posso andare a scuola, posso comperare il latte, posso curarmi... posso uscire dalla miseria”.

Sì, grazie a voi, Padrini, Madrine, Animatrici, il Mozambico è punteggiato di piccole pasque: qualcuno, come nella notte ebraica, esce dalla schiavitù della miseria o, come Gesù, risorge a nuova vita con il Battesimo.

Grazie. In questi giorni sono arrivate tante schede. Sto traducendo le risposte. Ci sono notizie spicciole che vorrei ricordare: un bambino è felice di essere guarito dal colera, un altro è stato promosso, una bambina annuncia che le è nato un fratellino, un altro che può andare al centro nutrizionale a fare pranzo. Alcuni dicono poco, solo ringraziano e augurano Buona e Felice Pasqua, tanta felicità e buona salute e successo nella vita, dicendo che loro, grazie a Dio, stanno bene.

Faccio miei gli auguri e il ringraziamento: ci conceda il Signore di vivere ogni giorno le nostre piccole Pasque: ne abbiamo tutti bisogno. Tanti auguri a tutti!

 

suor Dalmazia Colombo

 

                            

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