Carissimi genitori adottivi e amici,
è Pasqua, nel mio
cuore si affollano tanti ricordi perché in Mozambico la Pasqua è vissuta
come cerimonia battesimale. In città, i battezzandi si presentano vestiti
a festa, in bianco le ragazze e le spose, in cravatta e camicia bianca i
ragazzi, ma anche nei villaggi sperduti e poveri è festa, i vestiti sono
coloratissimi, ci sono fiori in testa, e le cappelle costruite con argilla
e paglia sono adornate di frasche e fiori.... E per tutti c’è il momento,
bellissimo da contemplare, in cui
l’acqua battesimale scende e la Pasqua
entra come un raggio di sole sui visi!
Ma ho anche un altro ricordo pasquale:
quando venne il Papa in Mozambico nel 1989. Non era pasqua, ma fu Pasqua
per il Paese. Da quattordici anni le campane non potevano suonare in
Mozambico per motivi politici, la guerra e la mancanza delle libertà
civili e religiose. Ma quando il Papa mise piede sul suolo mozambicano, le
campane di tutto il paese incominciarono a suonare. Non solo quelle delle
città, vere campane, ma anche quelle a “percussione”, formate da due
ferrivecchi, che possiedono le cappelle delle missioni, e la gente diceva:
“E’ Pasqua, è Pasqua, è tempo di avere
speranza”.
E fu davvero l’inizio di una Pasqua che
mise fine alla guerra e alla dittatura.
Ma c’è un’altra Pasqua di liberazione che
mi si presenta davanti al cuore: è quella che ho visto tante volte
brillare sul volto degli adottati che esclamavano: “Allora posso sperare,
posso avere un futuro, posso andare a scuola, posso comperare il latte,
posso curarmi... posso uscire dalla miseria”.
Sì, grazie a voi, Padrini, Madrine,
Animatrici, il Mozambico è punteggiato di piccole pasque:
qualcuno, come nella notte ebraica, esce dalla schiavitù della miseria o,
come Gesù, risorge a nuova vita con il Battesimo.
Grazie. In questi giorni sono arrivate
tante schede. Sto traducendo le risposte. Ci sono notizie spicciole che
vorrei ricordare: un bambino è felice di essere guarito dal colera, un
altro è stato promosso, una bambina annuncia che le è nato un fratellino,
un altro che può andare al centro nutrizionale a fare pranzo. Alcuni
dicono poco, solo ringraziano e augurano Buona e Felice Pasqua, tanta
felicità e buona salute e successo nella vita, dicendo che loro, grazie a
Dio, stanno bene.
Faccio miei gli auguri e il ringraziamento: ci
conceda il Signore di vivere ogni giorno le nostre piccole Pasque: ne
abbiamo tutti bisogno. Tanti auguri a tutti!
suor Dalmazia Colombo
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