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From: "S. Patrizia MC - Settore giustizia e Pace"
Carissime Sorelle,
Grazie per tutte le lettere di solidarietà e di condivisione che da tutte
le parti del nostro istituto, compreso i padri della Consolata, sono
giunte
al progetto di preghiera e digiuno che si è tenuto durante il summit dei
G8
a Genova.
I disordini e le violenze di questi giorni non hanno interrotto ne
preghiera ne digiuno anzi possiamo dire che la sofferenza la tensione la
preoccupazione hanno dato spessore profondo allo stare insieme e alla
condivisione.
In città c?è tanta sofferenza e tanta rabbia troppi sono ancora negli
ospedali e nelle carceri. Non ci siamo sentiti, noi del comitato
promotore,
di chiudere il nostro digiuno senza sentirci interpellati a dare qualche
risposta evangelica e positiva alla tanta violenza. Stiamo trattando con
gli ospedali e con le carceri lavoro difficilissimo cercheremo anche
d?incontrare alcuni Centri Sociali per vedere se si potrà instaurare un
dialogo.
Mi fermerò a Genova fino al 1 di Agosto proprio per fare da tramite e da
stimolo. Il nostro rapporto con il Genova Social Forum rimane buono e
pieno
di rispetto reciproco, naturalmente noi abbiamo sempre insistito su la
nonviolenza totale sia nelle parole che nei gesti.
Insieme a molti gruppi della società civile ed ecclesiali abbiamo chiesto
come comitato che si faccia piena luce sui disordini e che si costituisca
una commissione d?inchiesta parlamentare.
Allego due riflessioni fatte, da me, a caldo sui i due giorni
sr.patrizia pasini
Boccadasse esperienza forte di preghiera e di digiuno
Sopra l'altare della Chiesa Francescana di Boccadasse per due giorni ed
una
notte ha trionfato il Cristo Campesino, crocifisso sugli strumenti del suo
lavoro di contadino. Missionari, claustrali, deputati, cantanti famosi,
gente comune, cristiani non praticanti, non credenti, fedeli di altre
confessioni cristiani e di altre religioni, moltissimi giovani hanno
sostato contemplato molti si sono inginocchiati davanti a questa icona
dello sfruttamento per chiedere conversione ed una società più giusta ed
equa .
La preghiera divisa in moduli di due ore ciascuno è stata condotta dai
vari
gruppi in modo creativo e partecipata attivamente da tutti i presenti. La
sobrietà e la semplicità unita ad una grande creatività hanno creato
dentro
la chiesa ed all'esterno della chiesa un profondo senso del sacro.
Molte delle preghiere si sono soffermate sui problemi della cancellazione
del debito ai paesi del Sud del mondo e l'impegno per ognuno di noi ad uno
stile di vita sobrio e solidale aperto alla giustizia e alla condivisione.
Il movimento italiano dell'Arca ha prodotto per tutti i partecipanti alla
preghiera una riflessione e una guida sul digiuno molto apprezzata e
richiesta, segno interessante di come il digiuno oggi in questa nostra
società dello spreco detenga un fascino che ci fa riflettere .
La Chiesa di Boccadasse è stata per due giorni ed una notte, per tutto il
mondo, un po' come il vertice, il summit spirituale dei credenti che
profeticamente usano i loro propri messi per far sentire la propria voce
di
dissenso per questa globalizazzione che privilegia pochi e affama troppi.
La Chiesa di Boccadasse ha accolto tutti donando acqua ed una maglietta
colorata con la scritta tutti abbiamo lo stesso unico Padre. Segni se,
vogliamo molto semplici, ma molto apprezzati soprattutto perchè totalmente
donati, rifiutando anche le famose offerte. Bottigliette d'acqua e
magliette diventate strumenti di dialogo anche con alcuni gruppi dei
centri
sociali che passando davanti alla chiesa abbiamo loro chiesto rispetto e
silenzio.
Avevamo pensato sognato che i due giorni e la notte sarebbero stati
tranquilli che le 200 mila persone del corteo sarebbero sfilate senza
incidenti. NON è stato così la preghiera non ha subito interruzioni o
cambiamenti, ma molte persone che dovevano arrivare sono state impedite
dai
divieti e dalla situazione.
Abbiamo vissuto con trepidazione e ansie le notizie degli scontri degli
arresti. Ci siamo sentiti umiliati e sconfitti da una violenza brutale e
irrazionale.
La violenza ha ferito gli abitanti di questa città, ora bisogna con calma
capire valutare e poi aprire l'esperienza positiva del digiuno e della
preghiera fatti, ad un concreto progetto di riflessione e azione per
dialogare con con chi ha subito o fatto violenza, bisogna da questa
esperienza di violenza subita o fatta far nascere la possibilità di
risposte capaci di costruire evangelicamente e profeticamente dialogo,
speranza e fiducia.
Noi religiosi e missionari operatori e promotori di giustizia pace e
integrità del creato non possiamo lasciare o partire da questa città senza
sentirci interpellati ad un impegno più grande e più concreto sui tremi
della nonviolenza della pace del rispetto delle differenze.
sr.patrizia pasini
Commissione Giustizia e Pace
Missionarie della Consolata
Boccadasse: Abbiamo toccato la profezia
Missionari, Missionarie, Religiosi, Frati, Monache, Sacerdoti, Vescovi
cattolici e Anglicani, Laici, Giovani, Anziani, Evangelici, Protestanti,
Anglicani, Islamici, Buddisti ci siamo incontrati per pregare e per
digiunare nel rispetto delle differenze e nell'unità dello stesso Padre
chiedendo la conversione ad uno stile di vita più sobrio e più coerente,
chiedendo giustizia per i popoli oppressi da questo tipo di
globalizzazione
che favorisce pochi e che affama troppi.
Abbiamo toccato la profezia nello stare insieme, nel condividere la forte
e
chiara richiesta fatta ai grandi della cancellazione totale del debito dei
paesi impoveriti, usando i mezzi ?nostri? della fede in Dio e della
fraternità universale, del digiuno come strumento di purificazione e di
denuncia.
Abbiamo toccato la profezia la sera del 19 Luglio quando è iniziata la
veglia al Cristo Campesino icona e ispirazione del nostro stare in questa
chiesa francescana di Boccadasse per far salire la voce del povero
dell'oppresso verso Dio.
Abbiamo toccato la profezia quando il Genova Social Forum ci ha mandato
centinai di bottigliette d'acqua.
Abbiamo toccato la profezia quando alle nove del mattino tutte le campane
di Genova ci hanno convocato al digiuno, seguite dai suoni tradizionali
dell'Africa, dell'Asia e dell'Oceania e il mare davanti a noi ci
accompagnava con il suo suono danzante sugli scogli .
Abbiamo toccato la profezia quando gruppi dei centri sociali passando
davanti alla chiesa hanno rispettato il silenzio, accettato l'offerta
dell'acqua e scambiato parole di saluto e invito..... alla nonviolenza.
Abbiamo toccato la profezia quando il 21 luglio alle sei del mattino un
gruppetto di Monache Clarisse hanno lasciato il loro monastero per unirsi
alla preghiera e alla celebrazione Eucaristica delle Famiglie Francescane.
Abbiamo toccato la profezia quando un esponente importante di Rifondazione
Comunista guardando il Cristo Campesino si è sentito profondamente
commosso
e ha ringraziato i missionari e le missionarie per quello che fanno per
gli
oppressi.
Abbiamo toccato la profezia quando il tappeto di coperte rappresentati
persone morte di AIDS è stato aperto lungo il mare di Corso Italia e
tantissime persone in silenzio hanno sfilato, pensato, meditato sul
mistero
della sofferenza umana.
Abbiamo toccato la profezia durante la notte di preghiera; due anziani
vescovi sono rimasti l'intera la notte in profonda preghiera, rifiutando
ogni tipo di sollievo.
Abbiamo toccato la profezia durante la notte di preghiera quando persone
come cantanti, molto noti, parlamentari ed altri, senza scorta o pompa
sono
entrati in chiesa totalmente in incognito per pregare da soli e a lungo.
Abbiamo toccato la profezia quando un missionario in sedia a rotelle che
partecipava alla marcia trovandosi nel bel mezzo di tafferuglio gli hanno
fatto da scudo alcuni volontari e alcune tute nere.
Abbiamo toccato la profezia quando centinaia di persone stanche e
arrabbiate si sono sdraiate attorno alla chiesa senza provocarci nessun
disturbo ne di urla ne di musica ma anzi tenendo un comportamento
rispettoso e quasi silenzioso.
Gli elicotteri a bassa quota le notizie radio e televisive per i due
giorni
e notte compresa ci hanno tenuti sospesi e tristi per come questa città
era
messa inginocchio. La preghiera e il digiuno sono continuati, noi non
siamo
stati fisicamente disturbati ma tutto ci rendeva più silenziosi e più
riflessivi per capire e per soffrire.
Abbiamo guardato negli occhi le persone con le spranghe di ferro in mano
abbiamo parlato con loro li abbiamo trovati fragili e vulnerabili e anche
interessati al dialogo con noi, forse ci dovevamo incontrare prima.
Abbiamo fatto scendere il Crocifisso Campesino dall'altare, questa vittima
della violenza e dell'ingiustizia ci sembra dire che qualcosa di questa
esperienza deve continuare che nel clima di violenza che rimane in questa
città forse bisogna aver il coraggio del semaritano.
sr.patrizia pasini
Commissione Giustizia e Pace
Missionarie della Consolata
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