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Lettera Di Suor Dalmazia

                                                                                                                                Grugliasco, Natale 2002

  

Carissimi genitori adottivi e amici,

 

               Il Natale è vicino e nel cuore di tutti c'è il desiderio di fissare i nostri occhi su Gesù Bambino, per lasciarci inondare dalla sua presenza di pace e di consolazione.

Devo però confessare che, grazie a voi, tutto l'anno io vedo il volto del Signore che viene. Lo vedo ogni volta che mi viene comunicato: "E' stata rinnovata un'adozione", "E' giunta un'offerta per una missione in Mozambico".

Vedo il vostro volto, il vostro cuore, le vostre mani nel gesto di donare.

Poi vedo il volto di bambini, giovani, famiglie che ricevono il vostro dono: un presepio vivente, permanente.

Grazie per questo Natale che mi donate e che viene sempre!

Il mio augurio lo associo a quello degli adottati, delle loro famiglie che nelle poche letterine che scrivono dicono sempre "Prima di tutto auguro buona salute e la benedizione di Dio", i beni più grandi che essi desiderano.

In questi giorni ho tradotto un centinaio di schede venute da Nampula, scritte da Suor Maria Pia che, essendo da poco in città, ha voluto conoscere una ad una tutte le famiglie. E' andata a raggiungerle nella periferia e nelle zone di lavoro dei genitori, nei miniappartamenti in cui vivono due o tre studenti per poter pagare le spese, perché, mi disse, voleva rendersi conto di persona di dove vive ciascun adottato. Suor Maria Pia ha 78 anni ed è in missione dal 1958.

Anche Suor Maria Pia riflette il volto di Dio!

Una consolazione grande, di cui tutti dobbiamo gioire, è il raggiunto traguardo degli studenti che si sono laureati.

 Ma ciò che mi ha dato tanta gioia è il loro proposito di: "Essendo stati Adottati, ora adotteremo anche noi", un fenomeno bellissimo che sta succedendo in tanti altri paesi africani, fra gli ex adottati. In Kenya, ad esempio, si sono formati gruppi di ex adottati che adottano la loro gente: davvero il bene è contagioso, anche se non fa rumore.

Ancora grazie! Buon Natale e Buon Anno per ciascuno, per le vostre famiglie e per tutti la mia, anzi la nostra preghiera, perché ogni giorno noi missionarie preghiamo per voi.

 

Suor Dalmazia Colombo

A nome delle suore responsabili in Mozambico

 

NATALE  2002

Eccoci qui a guardare un'altra volta verso un punto preciso della storia del mondo, quello della nascita di un Bambino di nome Gesù, in una notte che si perde nei secoli e nello stesso tempo  è la notte più vicina a noi, la Notte di Natale. Notte di stelle, notte di speranza, notte di pace.

 "Aprite la porta al Signore, entrerà la speranza"

 Con queste aprole il nuovo Cardinale Arcivescovo di Milano DIONIGI TETTAMANZI vorrebbe entrare in ogni casa per salutare e visitare ogni famiglia. "A tutte desidero rivolgere il mio saluto cordiale e sincero, ripetendo l'augurio apportatore di grazia: pace a questa casa e a coloro che vi abitano.

A nome di Gesù e a nome mio si presenta il Sacerdote, che bussa delicatamente alla vostra porta. Apritegli la porta della vostra casa! Apritegli la porta della vostra vita! Così in ogni casa e in ogni vita entrerà la speranza!"

 

Buon Natale a tutti da Don Antonio Colombo (fratello di Suor Dalmazia)

 

LA PREGHIERA IN FAMIGLIA

 

Leggiamo il racconto nel Vangelo di Luca

 

"Giuseppe da Nazaret salì alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora mentre si trovavano in quel luogo si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo". Gloria a Dio

Preghiamo insieme:

·        Gesù Bambino, un posto per te c'è nel mio cuore, vieni e resta con me.

·        Gesù Bambino dona un sorriso e una speranza a tutti quelli che soffrono.

·        Gesù Bambino porta la pace a tutti, famiglia per famiglia, cuore per cuore

·        Gesù Bambino, aiutaci a essere sereni, generosi, dolci e buoni con tutti

 

Padre Nostro…

 

Adottati da Milano, Laureati in Mozambico”

Abdur, Lurdes, Gilberto e altri 18 studenti si laureano oggi (16 novembre 02) in giurisprudenza. Ma la cerimonia, che si tiene questa mattina alla sede di Nampula dell’Università Cattolica del Mozambico, non è solo un traguardo importante per loro, ma una data storica per tutto il paese. Le loro lauree in giurisprudenza giungono dopo un vuoto formativo in campo legale durato 27 anni e causato dalla guerra civile, conclusasi nel 1992.

In questi dieci anni di pace, però, il Mozambico ha ripreso a puntare sull’istruzione e a rendere possibili queste prime lauree sono state, fra l’altro, le adozioni a distanza. Gli studi di questi giovani sono stati infatti finanziati da famiglie di Arluno, Cerro Maggiore, Cologno Monzese, Milano, Magenta e Sedriano, che hanno aderito a un progetto di sostegno a distanza lanciato dalla brianzola Suor Dalmazia Colombo, missionaria della Consolata di Grugliasco (TO) ed ex docente di metodologia della ricerca scientifica nell’ateneo. Suo Dalmazia ha ricevuto quest’anno il Remigino d’oro (il premio per i cittadini benemeriti) dall’amministrazione comunale di Sedriano.

L’Università di Nampula è stata fondata nel 1996 dalla chiesa mozambicana e dai Missionari della Consolata, che ne hanno assunto la direzione. La Conferenza episcopale italiana ha invece contribuito finanziando il restauro di alcuni edifici con i fondi dell’8 per mille. Il rettore è il mozambicano Padre Filipe Josè Couto, poliglotta, allievo del teologo tedesco Karl Rahner e già docente di filosofia in varie università europee. Il vice direttore è invece il piemontese Padre Giuseppe Ponsi. La facoltà di giurisprudenza è nata nel 1997 a Nampula, città nel nord del paese, più povero rispetto al sud, dove l’andamento dell’economia è favorito dalla vicinanza col Sud Africa. Dal 1998 a oggi sono sorte in altri distretti del paese anche le facoltà di Scienze della Formazione, Agraria, Medicina e Informatica management e turismo. L’ateneo ora conta 1700 studenti (44% donne) e 131 docenti di diverse nazionalità e religioni. I laureandi hanno scritto tesi su argomenti di attualità per il Mozambico, a testimonianza delle modernità dell’ateneo. Fra i titoli “I disabili e il loro diritto al lavoro”, dedicata agli invalidi creati dalle mine antiuomo, “L’efficacia delle pene carcerarie, reale o meno?”, “L’economia nell’area di Nampula, fra scioperi e difficoltà”, “Il rapporto fra il diritto giudiziario e la cultura del popolo Makua”, l’etnia predominante. La sua tesi e quelle degli altri studenti riguardano argomenti di attualità per il paese, come “I disabili e il loro diritto al lavoro”, dedicata alle migliaia di invalidi creati dalle mine antiuomo e “Il rapporto fra la struttura del diritto e la cultura del popolo Makua”, l’etnia predominante.

L’anno accademico costa 497 euro. Meno del 50% degli studenti riesce però a pagare le tasse scolastiche ed è qui che entrano in gioco le adozioni a distanza. “Mi iscrissi a giurisprudenza, perché mi pagarono il primo semestre, ma andavo a scuola senza mangiare e senza libri per pagare il resto dell’anno” ricorda Abdur Remane, uno dei laureandi. “Poi venne l’adozione: non avrei mai pensato che al mondo ci fosse qualcuno che volesse sostenere i miei studi”. Con la laurea si conclude l’adozione a distanza. “Ma la gratitudine che sento per voi terminerà quando saprò che non ci sono più poveri che non possono studiare” scrive invece Felix João ai suoi benefattori.

Il futuro di questi giovani sembra roseo: hanno già trovato lavoro in studi legali e nella magistratura. Nessuno desidera emigrare, vogliono impegnarsi per il proprio paese. E l’università già guarda avanti: dopo queste prime lauree, l’ateneo ha già cominciato la riforma secondo il modello europeo, come proposto nell’Accordo di Bologna del 1999. Dagli attuali 4 anni di corso (più un anno propedeutico), si passa a tre anni (titolo di Baccalaureato – Laurea breve) e poi a due di master per arrivare alla laurea. “Abbiamo sottoscritto un accordo con il nostro Ministero della giustizia” spiega il rettore, Padre Couto. “I nostri primi studenti con la laurea breve saranno impiegati nei vari distretti del paese per due anni, come giudici, cancellieri, notai o avvocati. Dopo questo praticantato chi vorrà potrà iscriversi ad un anno di master, o alla cosiddetta formazione post-universitaria, ma intanto avrà una garanzia di un impiego”.

Per sostenere l’università, si può fare un versamento sul conto corrente postale delle Missionarie della Consolata di Grugliasco n. 329102, specificando “Suor Dalmazia Colombo - sostegno a distanza universitari” (informazioni allo 011.703703). Giovanna Maria Fagnani. (La notizia è stata pubblicata da: Corriere della Sera, Il Giorno, Città Oggi, Ordine e Libertà, Altomilanese)                            

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