Carissimi genitori adottivi e amici,
Il Natale è vicino e nel
cuore di tutti c'è il desiderio di fissare i nostri occhi su Gesù Bambino,
per lasciarci inondare dalla sua presenza di pace e di consolazione.
Devo però confessare che, grazie a voi,
tutto l'anno io vedo il volto del Signore che viene. Lo vedo ogni volta
che mi viene comunicato: "E' stata rinnovata un'adozione", "E' giunta
un'offerta per una missione in Mozambico".
Vedo il vostro volto, il vostro cuore, le
vostre mani nel gesto di donare.
Poi vedo il volto di bambini, giovani,
famiglie che ricevono il vostro dono: un presepio vivente, permanente.
Grazie per questo Natale che mi donate e
che viene sempre!
Il mio augurio lo associo a quello degli
adottati, delle loro famiglie che nelle poche letterine che scrivono
dicono sempre "Prima di tutto auguro buona salute e la benedizione di
Dio", i beni più grandi che essi desiderano.
In questi giorni ho tradotto un centinaio
di schede venute da Nampula, scritte da Suor Maria Pia che, essendo da
poco in città, ha voluto conoscere una ad una tutte le famiglie. E' andata
a raggiungerle nella periferia e nelle zone di lavoro dei genitori, nei
miniappartamenti in cui vivono due o tre studenti per poter pagare le
spese, perché, mi disse, voleva rendersi conto di persona di dove vive
ciascun adottato. Suor Maria Pia ha 78 anni ed è in missione dal 1958.
Anche Suor Maria Pia riflette il volto di
Dio!
Una consolazione grande, di cui tutti
dobbiamo gioire, è il raggiunto traguardo degli studenti che si sono
laureati.
Ma ciò che mi ha dato tanta gioia è il
loro proposito di: "Essendo stati Adottati, ora adotteremo anche noi", un
fenomeno bellissimo che sta succedendo in tanti altri paesi africani, fra
gli ex adottati. In Kenya, ad esempio, si sono formati gruppi di ex
adottati che adottano la loro gente: davvero il bene è contagioso, anche
se non fa rumore.
Ancora grazie! Buon Natale e Buon Anno per
ciascuno, per le vostre famiglie e
per tutti la mia, anzi la nostra
preghiera, perché ogni giorno noi missionarie preghiamo per voi.
Suor Dalmazia Colombo
A nome delle suore responsabili in
Mozambico
NATALE 2002
Eccoci qui a guardare un'altra volta verso
un punto preciso della storia del mondo, quello della nascita di un
Bambino di nome Gesù, in una notte che si perde nei secoli e nello
stesso tempo è la notte più vicina a noi, la Notte di Natale. Notte di
stelle, notte di speranza, notte di pace.
"Aprite la porta al Signore, entrerà la
speranza"
Con queste aprole il nuovo Cardinale
Arcivescovo di Milano DIONIGI TETTAMANZI vorrebbe entrare in ogni casa per
salutare e visitare ogni famiglia. "A tutte desidero rivolgere il mio
saluto cordiale e sincero, ripetendo l'augurio apportatore di grazia: pace
a questa casa e a coloro che vi abitano.
A nome di Gesù e a nome mio si presenta il
Sacerdote, che bussa delicatamente alla vostra porta. Apritegli la porta
della vostra casa! Apritegli la porta della vostra vita! Così in ogni casa
e in ogni vita entrerà la speranza!"
Buon Natale a tutti da Don Antonio
Colombo (fratello di Suor Dalmazia)
LA PREGHIERA IN FAMIGLIA
Leggiamo il racconto nel Vangelo di Luca
"Giuseppe da Nazaret salì alla città di
Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua
sposa, che era incinta. Ora mentre si trovavano in quel luogo si compirono
per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo
avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per
loro nell'albergo". Gloria a Dio
Preghiamo insieme:
·
Gesù Bambino, un posto
per te c'è nel mio cuore, vieni e resta con me.
·
Gesù Bambino dona un
sorriso e una speranza a tutti quelli che soffrono.
·
Gesù Bambino porta la
pace a tutti, famiglia per famiglia, cuore per cuore
·
Gesù Bambino, aiutaci a
essere sereni, generosi, dolci e buoni con tutti
Padre Nostro…
Adottati da Milano, Laureati in Mozambico”
Abdur, Lurdes,
Gilberto e altri 18 studenti si laureano oggi (16 novembre 02) in
giurisprudenza. Ma la cerimonia, che si tiene questa mattina alla sede di
Nampula dell’Università Cattolica del Mozambico, non è solo un traguardo
importante per loro, ma una data storica per tutto il paese. Le loro
lauree in giurisprudenza giungono dopo un vuoto formativo in campo legale
durato 27 anni e causato dalla guerra civile, conclusasi nel 1992.
In questi dieci
anni di pace, però, il Mozambico ha ripreso a puntare sull’istruzione e a
rendere possibili queste prime lauree sono state, fra l’altro, le adozioni
a distanza. Gli studi di questi giovani sono stati infatti finanziati da
famiglie di Arluno, Cerro Maggiore, Cologno Monzese, Milano, Magenta e
Sedriano, che hanno aderito a un progetto di sostegno a distanza lanciato
dalla brianzola Suor Dalmazia Colombo, missionaria della Consolata di
Grugliasco (TO) ed ex docente di metodologia della ricerca scientifica
nell’ateneo. Suo Dalmazia ha ricevuto quest’anno il Remigino d’oro (il
premio per i cittadini benemeriti) dall’amministrazione comunale di
Sedriano.
L’Università di Nampula è stata fondata
nel 1996 dalla chiesa mozambicana e dai Missionari della Consolata, che ne
hanno assunto la direzione. La Conferenza episcopale italiana ha invece
contribuito finanziando il restauro di alcuni edifici con i fondi dell’8
per mille. Il rettore è il mozambicano Padre Filipe Josè Couto,
poliglotta, allievo del teologo tedesco Karl Rahner e già docente di
filosofia in varie università europee. Il vice direttore è invece il
piemontese Padre Giuseppe Ponsi. La facoltà di giurisprudenza è nata nel
1997 a Nampula, città nel nord del paese, più povero rispetto al sud, dove
l’andamento dell’economia è favorito dalla vicinanza col Sud Africa. Dal
1998 a oggi sono sorte in altri distretti del paese anche le facoltà di
Scienze della Formazione, Agraria, Medicina e Informatica management e
turismo. L’ateneo ora conta 1700 studenti (44% donne) e 131 docenti di
diverse nazionalità e religioni. I laureandi hanno scritto tesi su
argomenti di attualità per il Mozambico, a testimonianza delle modernità
dell’ateneo. Fra i titoli “I disabili e il loro diritto al lavoro”,
dedicata agli invalidi creati dalle mine antiuomo, “L’efficacia delle pene
carcerarie, reale o meno?”, “L’economia nell’area di Nampula, fra scioperi
e difficoltà”, “Il rapporto fra il diritto giudiziario e la cultura del
popolo Makua”, l’etnia predominante. La sua tesi e quelle degli altri
studenti riguardano argomenti di attualità per il paese, come “I disabili
e il loro diritto al lavoro”, dedicata alle migliaia di invalidi creati
dalle mine antiuomo e “Il rapporto fra la struttura del diritto e la
cultura del popolo Makua”, l’etnia predominante.
L’anno accademico costa 497 euro. Meno del
50% degli studenti riesce però a pagare le tasse scolastiche ed è qui che
entrano in gioco le adozioni a distanza. “Mi iscrissi a giurisprudenza,
perché mi pagarono il primo semestre, ma andavo a scuola senza mangiare e
senza libri per pagare il resto dell’anno” ricorda Abdur Remane, uno dei
laureandi. “Poi venne l’adozione: non avrei mai pensato che al mondo ci
fosse qualcuno che volesse sostenere i miei studi”. Con la laurea si
conclude l’adozione a distanza. “Ma la gratitudine che sento per voi
terminerà quando saprò che non ci sono più poveri che non possono
studiare” scrive invece Felix João ai suoi benefattori.
Il futuro di questi giovani sembra roseo:
hanno già trovato lavoro in studi legali e nella magistratura. Nessuno
desidera emigrare, vogliono impegnarsi per il proprio paese. E
l’università già guarda avanti: dopo queste prime lauree, l’ateneo ha già
cominciato la riforma secondo il modello europeo, come proposto
nell’Accordo di Bologna del 1999. Dagli attuali 4 anni di corso (più un
anno propedeutico), si passa a tre anni (titolo di Baccalaureato – Laurea
breve) e poi a due di master per arrivare alla laurea. “Abbiamo
sottoscritto un accordo con il nostro Ministero della giustizia” spiega il
rettore, Padre Couto. “I nostri primi studenti con la laurea breve saranno
impiegati nei vari distretti del paese per due anni, come giudici,
cancellieri, notai o avvocati. Dopo questo praticantato chi vorrà potrà
iscriversi ad un anno di master, o alla cosiddetta formazione
post-universitaria, ma intanto avrà una garanzia di un impiego”.
Per sostenere l’università, si può fare un
versamento sul conto corrente postale delle Missionarie della Consolata di
Grugliasco n. 329102, specificando “Suor Dalmazia Colombo - sostegno a
distanza universitari” (informazioni allo 011.703703). Giovanna Maria
Fagnani. (La notizia è stata pubblicata da: Corriere della Sera, Il
Giorno, Città Oggi, Ordine e Libertà, Altomilanese)
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