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23 Novembre 2000
DECINE DI MORTI NELLA NOTTE IN CARCERE DEL NORD (Montepuez)
Tra
i 50 e i 70 detenuti del carcere di Montepuez, nel nord del Mozambico, hanno
perso la vita in circostanze ancora misteriose nella notte tra il 20 e il 21
novembre scorsi. Lo ha reso noto poche ore fa il primo ministro di Maputo,
Pascal Mocumbi. Secondo quanto dichiarato dal primier, nell’istituto di
pena non è stato riscontrato alcun segno di violenza, cosicchè
l’episodio resta tuttora inspiegabile. Una squadra di persone inviate dal
governo sta per raggiungere la città per compiere un primo sopralluogo nel
carcere. Mocumbi ha invitato le Nazioni Unite, l’Unione Europea e il
Commonwealth ad affiancare le autorità nazionali nelle indagini.
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25 Novembre 2000
Maputo: in centinaia marciano per
protesta contro uccisione giornalista: Carlo Cardoso
Diverse
centinaia di persone hanno preso parte, ieri a Maputo, ad una marcia
silenziosa indetta per protestare contro l’assassinio del giornalista
Carlos Cardoso, ucciso giovedì pomeriggio nel centro della capitale del
Mozambico. Cardoso era nato 49 anni fa a Beira da genitori portoghesi e si
era distinto per la qualità del suo giornalismo investigativo e la difesa
della libertà di stampa. Il suo impegno civile e politico lo aveva portato,
durante gli studi universitari compiuti in Sudafrica, a scendere in campo
contro la politica di segregazione razziale. Fu espulso dal Paese
dell’apartheid nel 1974, per aver sventolato la bandiera del Frelimo
(Fronte di liberazione del Mozambico, oggi al potere) durante una
manifestazione tenuta all’università di Witswatersrand. Tornato in
Mozambico, Cardoso contribuì
alla lotta contro il colonialismo portoghese e, una volta proclamata
l’indipendenza del Paese, rimase a Maputo nonostante la famiglia
d’origine avesse optato per il ritorno in Europa. Negli anni 80 aveva
diretto l’Agenzia di stampa nazionale (Aim), dalla quale si era dimesso
dando vita ad una serie di iniziative giornalistiche indipendenti. Al
momento della sua morte dirigeva il quotidiano “Metical” che stava
pubblicando i nomi delle persone coinvolte in una truffa, compiuta ai danni
della Banca centrale del Mozambico e fruttata oltre 360 miliardi di lire.
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