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Telegiornale di Telenova, 22 ottobre 2000
In Italia in occasione della giornata missionaria mons. Medardo Mazombwe,
arcivescovo di Lusaka, capitale dello Zambia, parla
della situazione del debito estero del suo paese. Sacerdote da
quarant’anni, vescovo da venticinque, il prelato ha collaborato per
dodici anni con Don Antonio Colombo (fratello di suor Dalmazia), già
missionario in Africa, che ora lo accompagna nel suo viaggio in Italia.
”Ci sono tre problemi principali in Zambia, la
povertà diffusa, la malattia e il problema grosso del debito pubblico. La
cosa principale è di cercare di diminuire o di attenuare questo debito
pubblico altrimenti non si può fare e pensare nessuno sviluppo”.
L’anno
giubilare volge al termine e mons. Mazombwe è forse una delle persone più
adatte a tracciare un bilancio dei frutti raccolti in seguito
all’appello del Papa sulla rimozione del debito dei paesi poveri.
L’arcivescovo africano infatti, già due anni fa parlò di questo tema
al Fondo monetario internazionale.
“Quando si è incominciato a parlare di questo,
anche il Papa ha parlato, anche a noi sembrava che fosse un sogno,
un’utopia, ma ora si nota che c’è più sensibilità in mezzo alla
gente quindi è realizzabile. Non è solo un problema economico, ma è
davvero un problema morale che ci tocca profondamente e che solo così
possiamo cercare di rimediare ai problemi che toccano la famiglia, il
futuro, lo sviluppo vero di un paese”
Da “OSSERVATORE
ROMANO”, 22 ottobre 00
Cogliendo l’occasione del I Congresso Missiologico Mondiale,
quattrocento fedeli di espressione spagnola e portoghese provenienti da
vari paesi del mondo si sono ritrovati nella Patriarcale Basilica di Santa
Maria Maggiore per prendere parte alla Santa Messa. La celebrazione,
presieduta da Mons. Felipe Gonzalez Gonzalez, Vicario Apostolico di
Tucupita (Venezuela), è stata concelebrata da altri 14 Vescovi e da
alcuni sacerdoti che partecipano ai lavori del Congresso. (…)
Mettere la propria vita al servizio del prossimo è l’impegno che
tanti religiosi si sono assunti nel momento in cui hanno scelto la via
della totale consacrazione al Signore.
Suor Dalmazia Colombo, ad esempio, vive sin dal 1963 nella difficile
realtà del Mozambico, dove ha conosciuto le diverse situazioni politiche,
economiche e sociali attraversate dal paese in circa 4 decenni di storia.
“Per venti anni mi sono dedicata al lavoro di ostetrica ed infermiera
in una zona del Mozambico dove non si è mai vista la presenza di un
medico – ha raccontato la religiosa, Missionaria della Consolata - .
Quando mi sono laureata in Missiologia, invece, ho prestato la mia attività
nell’ambito della Caritas, dove ho cominciato a soccorrere le numerose
vittime della guerra civile. In quel momento il paese si trovava in una
condizione disastrosa, sotto ogni punto di vista”. “Grazie
all’azione missionaria ho ricevuto un grande arricchimento personale
perché, nell’evangelizzare la gente, ho imparato ad essere
evangelizzata – ha aggiunto Suor Dalmazia –
“ E’ molto bello constatare
come il popolo africano riesca a dare una lettura biblica alla propria
storia, dimostrando la presenza
di Dio in ogni avvenimento della vita quotidiana. Questo è un
atteggiamento che ci aiuta a capire quanto sia importante sentire il
limite di se stessi ed affrontare la realtà con spirito di
accettazione”.
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