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Da “CONQUISTE DEL LAVORO” (A cura di Gianni Italia)

  21 febbraio 2001


         MOZAMBICO, COSTRUITE 60 CASE PER AIUTARE GLI ALLUVIONATI

A SEGUITO delle violente piogge abbattutesi in tutta l’area dell’Africa Australe esattamente un anno fa, il Mozambico è stato colpito dalla più grande catastrofe naturale che il Paese ricordi negli ultimi 50 anni. In particolare del Centro-Sud sono state le più colpite. Migliaia di ettari di terreno coltivato inondati, decine di migliaia di case distrutte e famiglie disperse, per non parlare dei copiosissimi danni alle infrastrutture: strade, ferrovie, ospedali, scuole.

In un piano di emergenza, dopo la fase iniziale di salvataggio del maggior numero di vite umane, due sono le urgenze cui far fronte: la ricostruzione delle case e le opere di risanamento (in particolare dell’approvvigionamento di acqua e delle strutture di igiene pubblica e privata). In Africa si dice che non può esistere una famiglia senza casa, ebbene l’impegno dell’Iscos ha mirato a ricostruire delle case più sicure per riunire e salvare le famiglie.

Nel caso specifico a Xai-Xai sono state realizzate in soli tre mesi 60 case di circa 33 mq. Composte di due stanze, sala e bagno esterno. Le case di Xai-Xai sono state chiamate case di tipo evolutivo grazie alla peculiarità data dalla possibilità per chi vi abita di realizzare una casa in muratura partendo da una casa di canne. Infatti le case sono state costruite su fondamenta di pietra e calcestruzzo e basamento composto da due/tre file di mattoni; pavimento cementato, copertura zincata che poggia su un telaio in legno; porta e finestre. Sostituendo le pareti di canne è quindi possibile procedere al completamento della casa in muratura.

La scelta – che dati i tempi strettissimi di esecuzione potrebbe sembrare azzardata – nasce in realtà da una profonda consapevolezza della bontà dell’utilizzo del lavoro comunitario in questa particolare situazione. Il maggior riconoscimento per l’utilizzo dei lavoratori comunitari va dato al Programma Mondiale dell’Alimentazione (Pma). E’ suo infatti il piano di appoggio al post-emergenza chiamato “Food for work” (Cibo per lavoro). Grazie a questo programma del Pma è stato possibile garantire ai lavoratori comunitari un impiego per tre mesi in cambio di alimenti per il sostentamento di tutta la famiglia; oltre questo grazie alla presenza costante sul cantiere della equipe tecnica più di un terzo dei lavoratori comunitari hanno potuto approfittare di un corso di formazione “on the job” sulle tecniche di costruzione e sviluppare ove vi fossero le proprie particolari attitudini per la falegnameria, la muratura, la pavimentazione, la ferramenta.

     

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