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Bevera
- Padre Carlo Biella, missionario della Consolata, racconta il suo viaggio
con Ernesto Olivero nel paese africano afflitto dalle alluvioni.
"Suor Dalmazia e Suor Simona, due presenze provvidenziali in un
oceano di bisogni."
"Sono
arrivati in Mozambico senza gli aiuti statali promessi. Ma i volontari
del Sermig di Torino e i missionari della Consolata hanno
consegnato ugualmente 43 tonnellate di aiuti, raccolti insieme al comune
di Torino in risposta all'appello lanciato a marzo dalla casatese Suor
Dalmazia Colombo."
Prima
delle festività pasquali, Massimo Dalema aveva promesso tre C-130 dell'Aereonautica
Militare per trasportare al più presto in Mozambico gli aiuti raccolti.
Ma,
caduto il governo, è caduta anche la parola del Presidente del Consiglio.
E così il Sermig ha dovuto affittare in via privata, lottando contro i
tempi stretti, un aereo da carico. Padre Carlo Biella cernuschese,
missionario della Consolata, di stanza a Bevera, ha accompagnato in
Mozambico, paese africano colpito da gravissime alluvioni tra febbraio e
marzo, il fondatore del Servizio missionario giovanile, Ernesto Olivero,
collaborando come traduttore delle operazioni di distribuzione della
merce.Il carico è partito da Roma il 26 aprile e due giorni dopo era già
stato completamente scaricato dai volontari della Caritas mozambicana,
coordinati da suor Dalmazia, missionaria originaria di Casatenovo.
"E' in forma - afferma padre Carlo - impegnata a tempo pieno nella
distribuzione di viveri, medicinali e coperte, nei diversi campi di
accoglienza". Il missionario si è fermato in Mozambico ben oltre il
tempo necessario allo scarico delle merci. "Ho visitato alcune
missioni, fra cui il campo di accoglienza di Magoanine, dove opera suor
Simona, religiosa della Consolata, nativa di Contra di Missaglia".Nella
tendopoli ubicata a 20 chilometri da Maputo vivono oggi 13 mila persone,
che hanno come riferimento sanitario proprio suor Simona. "E'
arrivata in Mozambico, sua prima esperienza missionaria, proprio nel pieno
dell'emergenza alluvione, il suo arrivo è stato provvidenziale -
sottolinea padre Carlo. - Suor Simona prima di fare la scelta religiosa
lavorava come infermiera professionale all'ospedale di Merate, in seguito
si è laureata in psicologia. Oggi come religiosa, sta utilizzando tutto
il proprio bagaglio professionale per dare sollievo a una popolazione
distrutta. E la vita in Mozambico, grazie anche agli aiuti provenienti
dall'Europa, lentamente ricomincia. "Basta davvero poco per far
rinascere la speranza, ma la gente è ancora molto scossa. Nella città di
Mauanine ho visto con i miei occhi il cadavere di una donna sulle rive di
un fiume: non possedeva le 450 lire necessarie per pagarsi il trasporto in
barca e ha tentato il guado a nuoto - ricorda il sacerdote. E già si
pensa alle emergenze future, a cominciare da quella alimentare. La
Consolata di Bevera si è data da fare per inviare aiuti, arriveranno a
Maputo entro pochi giorni. Si tratta di materiali e denaro raccolti in
Brianza: 250 milioni donati da privati e parrocchie. Una solidarietà
grande, che deve continuare."
Suor
Dalmazia Colombo
Missionaria della Consolata
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