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Da “IL
GIORNO” – 12 novembre 2000
MOZAMBICO: BROGLI
SCONTRI 38 MORTI
MAPUTO – Situazione di grave
tensione in Mozambico, dove militanti della Resistenza Nazionale del
Mozambico (Renamo) hanno provocato scontri accusando il governo di brogli
nelle elezioni presidenziali e parlamentari del dicembre scorso. Il
bilancio delle vittime parla di 38 morti nell’ultima settimana: altri
sei decessi si sono verificati a Montepuez, città della provincia di Cabo
Delgado dove giovedì scorso militanti del Renamo avevano attaccato il
carcere locale liberando tutti i prigionieri.
INTERNET
MI.S.N.A.
MOZAMBIQUE,
14 novembre 2000
IERI GIORNATA DI LUTTO NAZIONALE
Ieri, è stata
giornata di “lutto nazionale” per volere delle autorità locali in
Mozambico. Nella capitale, Maputo, le bandiere sono state issate a
mezz’asta, ma non sono state segnalate manifestazioni particolari.
“Gli uffici e i negozi hanno operato regolarmente” ha raccontato alla
MISNA un religioso residente nella capitale. Il governo di Maputo ha così
ricordato le vittime della violenza che ha insanguinato, la scorsa
settimana, alcune province del Paese con un bilancio complessivo di 39
morti e oltre 150 feriti. Secondo il governo mozambicano gli incidenti,
avvenuti il 9 ottobre scorso, sarebbero stati provocati dai sostenitori
della Renamo (Resistenza nazionale mozambicano) impegnati in una
manifestazione nazionale di protesta. Una tesi, questa smentita – almeno
per quanto riguarda alcune località – dalla società civile. La
manifestazione era stata da lungo tempo programmata dalla Renamo
nell’ambito delle iniziative di protesta contro le elezioni politiche
che, tenute nel dicembre dello scorso anno, hanno confermato al potere il
presidente Joaquim Chissano e il Frelimo (Fronte di liberazione del
Mozambico). La Renamo ha chiesto più volte l’annullamento della tornata
elettorale, ma sinora senza successo. Intanto, il leader della Renamo,
Afonso Dhlakama, ha ordinato ai suoi militanti la sospensione di ogni
forma di manifestazione. Dhlakama ha precisato a Radio Mozambico di aver
preso tale decisione “per consentire di riflettere sull’atteggiamento
del governo, aggiungendo però che le manifestazioni riprenderanno al più
presto”.
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