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Cammina e cammina per le strade di
Greco
In un mese ho suonato a 1600 campanelli,
con 1200 porte che si sono aperte. Ho visto scorrere davanti a me la vita
dal suo nascere al suo tramonto.
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Una tenera mamma tiene stretta sul cuore la sua bambina nata do 10
giorni, con la nonna che se le gode tutte e due. Una scena natalizia vera
nell’anno 2000.
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Una bambina di tre anni gioca sul suo cavallo a dondolo, reclamando
di voler vedere la sua cassetta preferita. Pokemon ? No, vuole vedere
quella con il canto delle stelle, iniziando subito a cantare “Tu scendi
dalle stelle” con voce da Zecchino d’oro.
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Ha quattro anni e sembra disturbata dall’arrivo del Sacerdote, e
scappa via in stanza. Eccola invece tornare trionfante, per mostrare la
sua preziosa statuina della Madonna. Un bravo anche ai genitori.
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Otto anni con tanta voglia di leggere la preghiera, con un pizzico
di cantilena, ma senza sbagli. E già sogna la Prima Comunione del 27
maggio 2001.
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Giovani sui vent’anni che accolgono bene, seguendo le indicazioni
delle mamma con naturalezza. Se sono fratelli, si uniscono nel leggere il
canto del Giubileo, una ragazza non riesce a stare seria durante la
preghiera, è troppo contenta del suo 27 all’esame universitario. E’
gioia natalizia anche questa.
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Due fidanzati stanno preparando la casa del loro sogno e
programmano: ”Giù questo muro, più largo il corridoio, là faremo la
stanza dei bambini…” Ci vedremo al Corso fidanzati, lunedì 19
febbraio 2001.
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Qui ci sono sposi freschi, freschi, con l’album di nozze non
ancora pronto, ma con tanta gioia stampata in volto e qualche etto in più
nel peso del marito. In un posto d’onore hanno messo il quadretto della
Madonna, ricevuto in dono dalla Parrocchia.
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“Ho appena finito di litigare con mia moglie per interessi. E’
colpa mia.” La benedizione serve a riportare il sereno sui volti,
inizialmente ancora tesi. Pace fatta.
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Genitori al loro primo bambino, pronti al primo Natale con il loro
Gesù Bambino vero, conteso dai nonni. La grazia del Battesimo è già
scesa su di loro, sono proprio Figli di Dio.
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Trovo un numero maggiore di uomini pronti a leggere la preghiera,
con le loro voci sicure, tirandosi vicina la moglie per l’inno del
Giubileo.
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Una famiglia canta in coro l’inno del Giubileo: “Lode a Te
Cristo Gesù…” Con la voce soprano della bambina, contralto della
mamma, tenorile del ragazzo e basso del papà.
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Tante case sono un unico componente, pochi single per scelta, tanti
per i vuoti creati nel cammino della vita. Ci vuole il silenzio davanti a
certe fatiche e pesantezza di cuore.
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Qualcuno manca perché è
all’ospedale, qualcuno manca perché è volato a nozze, ma tutti sono lì
presenti nella mente e in tante fotografie.
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Due persone sono malate gravi, assistite con dedizione da colf
peruviane e filippine.
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Due giorni mi ha aspettato una signora, un po’ anziana e un po’
sorda, con il timore di aver sbagliato giorno, di non sentire il
campanello… Com’era contenta, dopo tanta attesa.
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Colori
del mondo e fedi diverse
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E’ buddista ma mi invita ad entrare, indicandomi un’immaginetta
di Sant’Antonio di Padova. Ho fede in Dio e gradisco la benedizione.
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Siamo copti-ortodossi e festeggiamo il Natale il 7 gennaio. Il
segno di croce viene fatto stile orientale. Così faccio con le famiglie
rumene.
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Un giovane albanese m’invita, è cattolico anche se nel suo paese
era proibito pregare e tutte le Chiese erano state distrutte. Ma ora Dio
è tornato anche là in Albania.
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Un Valdese ha sentito parlare del nostro amico vescovo Giacchetti
di Pinerolo, un pioniere nel campo dell’ecumenismo.
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Un protestante evangelico cortesemente rifiuta, con un augurio
sereno.
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Una casa divisa nella fede, nel rispetto reciproco.
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Un succo di frutta offerto con cortesia e una chiacchierata con una
famiglia protestante.
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Un’accoglienza nel nome di Abramo in una famiglia ebrea.
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I mussulmani stanno facendo il ramadan. Uno dice: “Sono in Italia
e festeggio il Natale!”
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Varie volte il Padre Nostro è detto in lingua spagnola con
famiglie sudamericane e in inglese per quelle filippine. Quest’ultime
hanno l’albero di Natale pronto dal mese di novembre.
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Alcune famiglie straniere vivono in case precarie.
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Internet e E-mail per collegarsi con le famiglie in Perù, nei
giorni difficili della crisi di governo, dopo la fuga del Chino in
Giappone.
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La mia figlia parla solo italiano, è nata qui e cresciuta qui, in
Bolivia è stata una sola volta.
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Qualche no, ma quasi sempre con cortesia e forse anche con un
pizzico di nostalgia: “Non sono credente, mi spiace; purtroppo noi siamo
atei” Gesù Bambino inventerà qualche altra stella per arrivare anche a
loro
Tra
i magi e con un virus
Nel regno del
computer ci sta Gesù Bambino, anche se un cartello metteva tutti in
allarme: “Attenti all’ultimo virus, si presenta con questa parola:
NAVIDAD, cioè NATALE in spagnolo”
Gesù non è un virus da
cui stare lontani, ma un amico da invitare anche nel campo del lavoro, del
commercio, dello spettacolo.
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La Messa natalizia alla RA Computer con accompagnamento di chitarra
e liturgia ben preparata.
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La visita ad ogni ufficio alla BIANCHI, con telefoni e cellulari
spenti e lettrici pronte.
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Il momento di silenzio e preghiere con Riccardo Muti e
l’Orchestra della Scala.
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Senza dimenticare i negozi, i supermercati e le piccole officine
sotto i ponti della ferrovia.
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E tutti hanno ancora in bella evidenza l’immaginetta del Natale
1999.
Piccoli minuti di
incontro, nella fede.
Don
Antonio Colombo,
Parroco
di Milano Greco
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Auguri, buon Anno 2001 a
tutti, parenti ed amici.
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