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LETTERA DAL MOZAMBICO

                                                                                                                                 10 febbraio 2002

 

            Grugliasco, 10 marzo 2002

 Carissimi amici,

            invio la relazione di Suor Maria Letizia, missionaria vincenziana, nostra amica e attualmente in “prima linea” in Mozambico perché quanto descrive è applicabile a tutte le provincie e diocesi del paese,  dove vivono i nostri adottati a distanza e le nostre suore:

stessa situazione, stesso impegno ad essere presenza di Consolazione e di solidarietà. Questo ci incoraggi a continuare con perseveranza ad allargare sempre più la globalizzazione dell’Amore e della solidarietà con preghiere ed opere di bene.

             Buona preparazione alla Pasqua, con un abbraccio

                                                           Suor Dalmazia con Ermanna Colombo Fagnani

 

                                                                                              Matundo, 10 febbraio 2002

Carissimi Amici

                         Si avvicina la Quaresima, tempo di riflessione, di deserto, di austerità.

Noi del 1º Mondo ci dobbiamo imporre una certa ascesi per vivere in profondità il senso di questo tempo forte. 

Molti nostri Fratelli non si impongono né il deserto, né l’austerità... si ritrovano queste realtà sulla groppa, molto presto e non sempre riescono a liberarsene.

Volete conoscere qualche dato???

*800 milioni di persone, circa la sesta parte della Popolazione dei Paesi in via di sviluppo, soffre di malnutrizione;

*200 milioni sono bambini (FAO);

*24.000 persone muoiono ogni giorno di fame o di cause legate ad essa; 75% bambini prima dei 5 anni;

*Attualmente il 10% dei bambini nei Paesi in via di sviluppo muore prima di compiere 5 anni (CARE);

*In Mozambico questi dati sono peggiorati a causa della malattia AIDS, delle inondazioni 2000/2001.

FACCIO UNA BREVE PRESENTAZIONE DEL CONTEXTO SOCIO-ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI TETE, ZONA CENTRO-OVEST DEL PAESE E PIÚ STRETTAMENTE PARTE DELLE PERSONE CHE CONOSCIAMO E SERVIAMO:

 

  • Gli abitanti.sono un milione e mezo, circa, su una superficie di 100.715 chilometri quadrati, territorio che corrisponde esattamente alla Diocesi di Tete;
  • Zona collinare-rocciosa, con suolo molto impervio, prevalentemente agricola, con mancanza di mezzi tecnici e strumentali, metodi manuali e rudimentali; la zona pianeggiante e fertile si trova a valle del Grande Rio Zambesi, zona gravemente alluvionata l’anno scorso.
  • Solo pochissimi agricoltori sono organizzati e possiedono un trattore, una moto-pompa per irrigare durante l’anno le proprie campagne, poiché qui c’è una stagione delle piogge con irregolarità in termini di frequenza e quantità di acqua piovana.
  • Nessuna delle grandi imprese ONG ha investito in queste zone, nel settore agricolo, in questo ultimo decennio, che io sappia.

 

Quest’anno il raccolto sarà con molto ritardo a causa della pioggia arrivata solo il mese di dicembre; in alcuni luoghi ha piovuto pochissimo e molti sono in crisi risentendo ancora gli effetti negativi dell’inondazione dello scorso anno che ha colpito la provincia di Tete e altre zone del Centro del Paese.

            C’è gente che soffre veramente la fame poichè l’inondazione ha fatto perdere sementi e raccolti oltre che aver azzerato le piccole riserve famigliari precedenti.

            Un’altra causa di fame è stata la vendita sconsiderata di granoturco, alimento base, nelle zone organizzate e produttive: per qualche soldo momentaneo e una certa politica del vivere oggi, per mancanza di strutture di conservazione e immagazzinamento si è venduto il prodotto che ora a comprarlo costa quattro volte tanto.

            Il circolo vizioso diventa sempre più stretto e insopportabile: questo in generale.

 

In particolare: i “casi” che hanno nome e cognome sono famiglie in condizioni molto precarie o pessime; qui entrano in causa altri fattori gravi tipo menomazioni croniche e permanenti.

            La maggior parte dei ciechi del Paese è presente in Tete per cause scientifiche ancora sconosciute; c’è un certo numero di lebbrosi cronici, molti i tubercolotici, malattia che si associa e colpisce facilmente i sieropositivi.

Ci sono famiglie numerose, vedove, molti orfani di padre o abbandonati dal padre, quando questo lascia la famiglia per unirsi ad un’altra donna.

            Molti i casi di AIDS, famiglie dove a volte sono malati i due genitori, senza risorse fisiche ed economiche e i figli minori non sanno badare a se stessi.

La situazione dei malati AIDS é allarmante; Tete é la Provincia com la percentuale piú alta del Paese, 53% dei malati.

Le categorie piú colpite sono il Personale Sanitario e gli Insegnanti della Pubblica Istruzione.

Anziani soli e senza nessun sostegno nè familiare, nè sociale.

Molti bambini in età scolare, se non fossero aiutati a pagare l’iscrizione della scuola e forniti di materiale didattico, non andrebbero a scuola, e ce ne sono di bravi e intelligenti.

            Il problema della scuola pubblica è grave, un Paese il Mozambico dove si parla del 75% di analfabetismo e dove la struttura scolastica manca dei più elementari strumenti tipo aule, lavagna, libri, banchi ecc... Dall’anno scorso si é iniziata una lotta per combattere e ridurre il tasso di analfabetismo, volendo recuperare il tempo perso e inglobando nei programmi di alfabetizzazione anche i ragazzi rimasti fuori dai piani normali per molte cause.

Piange il cuore lasciare disattese tante speranze, tanto desiderio di imparare, di promuoversi che tutto ciò ci interpella continuamente.

            Quest’anno, noi Suore, abbiamo organizzato un’altra scuola in una zona rurale, sede di una Comunità Cristiana dove la scuola pubblica non c’è e tanto meno considera il problema; cerchiamo così nel nostro piccolo di assecondare gli alunni, far contenti i genitori, dar lavoro ai giovani insegnanti e aprire la strada al Vangelo, annuncio di salvezza per tutto l’Uomo.

 

            Un altro capitolo è la Prigione Civile dove sono presente da piú di un anno con il servizio infermieristico e apostolico; là dentro sono rinchiuse 370 persone, la maggior parte giovani, a partire dai 14 anni, luogo dove in altri tempi erano presenti 80/100 e si pensa al numero destinato ad aumentare in futuro per varie cause.

            Altri 120 vivono poco lontano nel “supercarcere” diremmo noi e che é solo uno stanzone senza finestre e senza luce, tipo bunker, dove si incontrano patologie della pelle e disturbi visivi molto seri, che si manifestano e durano tanti mesi.

            Per quanto nel 2001 ci siano stati segni positivi nella Prigione e realizzazioni interessanti, tipo la creazione della biblioteca, la scuola di alfabetizzazione alla quale hanno partecipato una novantina di giovani, alcuni dei quali hanno sostenuto poi l’esame di 5ª con una commissione venuta dall’esterno, ci sono ancora molti passi da fare per arrivare ad una normalità benchè minima.

Mi riferisco per esempio all’alimentazione in termini di qualitá e quantitá; alle norme di igiene sopprattutto la possibilitá di fornire un pezzo di sapone che qui diventa prezioso come l’oro.

Ci sono i segnali di un certo decadere delle condizioni di salute, parecchi sono internati in ospedale perchè tubercolotici, altri li vedo dimagrire e peggiorare, senza parlare dei sieropositivi che riducono sempre più le loro risorse e sia dentro che fuori si vedono circolare come spettri.

 

Molto altro si potrebbe dire, ma da questa sommaria presentazione, io proporrei la sigla per questa quaresima di Fraternità:

 

“FAME DI CIBO, FAME DI ISTRUZIONE, DIRITTO RIDOTTO ALLA VITA”

                                   e ne consegue alla maniera Vincenziana

“LOTTA CONTRO LA FAME: GLOBALIZZAZIONE DELLA CARITÁ”.

 

Volete canalizzare le vostre energie per combattere il flagello della fame e unirvi all’iniziativa della Famiglia Vincenziana che a livello mondiale si mobilita in questi due anni, per lottare contro la fame nel mondo e dove ciascuno si impegna a dare all’altro piú povero quel che gli permette di vivere???

Due proposte nel nostro ambito qui ed ora:

 

*** Un pane per le famiglie povere;

*** Un’attenzione ai prigionieri: pane e un bicchiere di latte una volta alla settimana;

                                           un pezzo di sapone ogni 15 giorni per lavarsi e lavare piatti e biancheria;

                                          medicine, pomate, siringhe monouso, guanti per trattamenti sanitari.

 

Se cerchiamo di dare la risposta alla duplice fame dell’uomo, a ripristinare la dignitá di chi l’ha perduta, di stimolare il pubblico e il privato a dare il giusto valore alla Cultura, all’Istruzione, alla Promozione; aiuteremo l’uomo ad essere tale, anche in condizioni di povertà e di precarietà, lo stimoleremo a cercare le cause del suo malessere e lavorare per superarle in maniera personale e collettiva.

            Quindi se vogliamo fare qualcosa di nuovo insieme in questa Terra, testimoniamo e condividiamo con il Mondo dei Poveri., in Mozambico.

Io qui ci sono anche per voi e a nome vostro, per esprimere la dedicazione nostra e di tutta la Famiglia Vincenziana sparsa per il mondo intero decisa a formare questa catena di Carità.

            Con grande affetto e ringraziandovi di vero cuore, per aver scelto questa porzione di Poveri, vi saluto caramente e vi auguro una santa quaresima.

 

                                                                       Suor Maria Letizia Maiolini

 

                            

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