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Grugliasco, 2 settembre 2000

Carissimi Genitori adottivi e amici,

 

 

     Vi sorprenderà senz’altro questa mia lettera da Grugliasco, ossia dalla Casa delle suore Missionarie della Consolata in Italia. Dico subito che non mi trovo qui per motivi di salute (grazie al Cielo sto benissimo), ma per… missione. Sì, sono stata chiamata in… missione in Italia e precisamente nel settore della Comunicazione sociale come redattrice del mensile “ANDARE” che diffonde in Italia le testimonianze delle Missionarie della Consolata presenti in tutto il mondo. E’ prassi, nel nostro Istituto, quello che noi chiamiamo avvicendamento, ossia, a turno, siamo chiamate a prestare un servizio temporaneo in Italia della durata da due a cinque anni per permettere a tutte le suore di andare in missione. Per me è la prima chiamata dopo 37 anni di missione dato che sono partita da Genova il 29 ottobre 1963.

Indovino la preoccupazione per i vostri figli e per le altre iniziative di solidarietà in Mozambico che portate nel cuore. Vi posso assicurare che potete stare tranquilli. Avendo saputo del mio trasferimento in Italia mesi fa, ho organizzato bene l’accompagnamento sia degli adottati sia di tutti gli altri progetti in corso. Grazie poi ad Internet rimarrò sempre in contatto con le responsabili che ho incontrato personalmente prima di partire. Questo vi assicura che nulla è cambiato. Continueremo insieme a portare la speranza e a collaborare con le famiglie mozambicane all’educazione della gioventù, al sostegno agli alluvionati, all’Università Cattolica, alla Farmacia di Pemba, nell’aiuto a malati, ciechi, poveri…

Una sola eccezione: la Missione di Namaita è attualmente chiusa a tempo indeterminato. L’unica missionaria laica che in precedenza gestiva i nostri progetti, per motivi di salute è tornata in Brasile. Sospendiamo quindi le adozioni essendo impossibile seguire personalmente gli adottati che però abbiamo affidato ad un altro Progetto locale che continuerà a seguirli. Siamo arrivati a questa decisione dopo aver parlato e discusso con i genitori dei bambini. Queste famiglie ringraziano e promettono un legame di preghiera e d’affetto che non verrà mai meno.

Mi permetto di fare un’osservazione. Certamente avrete notato che nelle letterine scritte sia dagli adottati, sia dai genitori, sono sempre presenti la promessa della preghiera o l’augurio della benedizione di Dio avvolti in espressioni di tenerezza. Forse potrà esservi venuto il dubbio che siamo noi missionari a suggerire queste espressioni di religiosità, ma non è così. Quello viene dal profondo del cuore e dalla cultura di questo popolo che mette ancora Dio al primo posto, si tratti di cristiani, mussulmani o della religione tradizionale.

Quali notizie ho dal Mozambico? Tante. Ce n’è una triste: l’adottato Ernesto Canuna, del quarto anno di Giurisprudenza, è deceduto. L’ho lasciato che stava benissimo, anzi, fu lui come decano degli studenti a porgermi il saluto prima di partire. Ricordo che disse: “Non diciamo addio, ma arrivederci perché suor Dalmazia tornerà fra noi, alla sua Patria d’Adozione”.

Il messaggio della causa della sua morte è laconico: malaria. La malaria, questo male diventato terribile, che abitualmente si risolve con un febbrone, ma che si può trasformare in trappola mortale anche in persone abituate ad avere attacchi malarici. Basti dire che quest’anno sono deceduti in Mozambico anche due missionari a causa della malaria. Preghiamo per lui e che dal Cielo ci protegga.

Gli altri adottati stanno bene e sono in piena attività scolastica. Molti sono al primo anno d’asilo o delle elementari; altri con il cruccio degli esami di fine ciclo da sostenere, tutti impegnati a buon profitto degli studi. Grazie di cuore.

 In particolare ricordo che il primo gruppo di universitari adottati, il 23 settembre prossimo, sarà in festa: riceveranno il primo grado accademico, il baccalaureato, ossia la laurea breve. A tutti noi piacerebbe essere presenti, facciamolo con il cuore e in preghiera e sentiamo dentro di noi la loro gratitudine e lo stimolo di continuare quest’avventura dell’adozione: piano piano ne vedremo i frutti.

E l’alluvione? Come saprete l’emergenza in senso stretto è finita. I campi di raccolta sono stati chiusi. Le persone sono state riportate nelle loro zone, quando è stato possibile, e altre in luoghi più sicuri, ma lontani dalle scuole e dai posti di lavoro con immenso disagio. Molti alluvionati di Maputo sono stati trasferiti a 30 chilometri, così che persone che in un’ora di cammino raggiungevano scuola e lavoro, si trovano ora a dover prendere più mezzi di trasporto senza nessun indennizzo o sussidio.

Grazie a voi non abbiamo ancora abbandonato nessuno delle famiglie alle quali avete reso possibile il soccorso. E gli alluvionati rispondono con una volontà tenace di tornare a vivere ricostruendo la vita almeno dal punto di partenza.

Ho visto le famiglie del Bairro Caniço B, quello con le case invase dalla sabbia che ha alzato il livello del terreno di quasi due metri, scoperchiare le case e alzare i muri. Gli assistiti della campagna ci hanno chiesto l’aiuto sia per comprare caprette, mucche, anitre, polli, sia per attrezzi e sementi.

Purtroppo non è facile la ripresa della vita rurale agricola per vari motivi. In alcune zone come a Beira continua a piovere anche se siamo nel tempo secco. Vi passai, lo vidi con i miei occhi. La terra è ormai imbevuta d’acqua e non assorbe più. Gli agricoltori stanno sperimentando una nuova tecnica: alzare i solchi di quasi mezzo metro e seminare sul costone per non far marcire le radici che altrimenti rimarrebbero sommerse continuamente nell’acqua.

Un impegno vi è anche nel ricostruire le strutture: scuole e pronti soccorsi. Per venire incontro alla carenza alimentare noi missionarie della Consolata abbiamo aperto vari Centri di Nutrizione per bambini con l’aiuto di mamme volontarie locali che hanno offerto il loro cortile per accogliere i bambini. Per questa iniziativa, un grazie speciale al SERMIG di Torino: gli alimenti per bambini che ci hanno inviato con gli aerei sono una provvidenza immensa. Abbinando le offerte “SOS Mozambico” per comperare riso e farina, cuciniamo pappe e minestre nutrienti che aiutano i bambini a superare la fase critica. Sono un migliaio i bambini che ogni giorno soccorriamo. In genere dopo un mese di cura i piccoli rifioriscono e lasciano il posto ad altri.

Ed ora … il mio nuovo indirizzo:    

Suor Dalmazia Colombo  
  
             Suore Missionarie della Consolata
  
             Corso Allamano, 137
                10095 Grugliasco (Torino)
  
             Tel. 011/703.703
                Email  stau.mc@pcn.net

Con affetto rimaniamo uniti. Ho promesso che la mia assenza dal Mozambico non avrebbe significato diminuzione d’amore solidale: sono certa di non aver detto una bugia e grazie a voi tutti per l’aiuto che mi darete a mantenere la parola

                                                                                          Suor Dalmazia Colombo
                                               Missionaria della Consolata

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