|
Vi sorprenderà senz’altro questa mia lettera da Grugliasco, ossia dalla
Casa delle suore Missionarie della Consolata in Italia. Dico
subito che non mi trovo qui per motivi di salute (grazie al Cielo sto
benissimo), ma per… missione. Sì, sono stata chiamata in… missione in
Italia e precisamente nel settore della Comunicazione sociale come
redattrice del mensile “ANDARE” che diffonde in Italia le
testimonianze delle Missionarie della Consolata presenti in tutto il
mondo. E’ prassi, nel nostro Istituto, quello che noi chiamiamo avvicendamento,
ossia, a turno, siamo chiamate a prestare un servizio temporaneo in Italia
della durata da due a cinque anni per permettere a tutte le suore di
andare in missione. Per me è la prima chiamata dopo 37 anni di missione
dato che sono partita da Genova il 29 ottobre 1963.
Indovino la preoccupazione
per i vostri figli e per le altre iniziative di solidarietà in Mozambico
che portate nel cuore. Vi posso assicurare che potete stare tranquilli.
Avendo saputo del mio trasferimento in Italia mesi fa, ho organizzato bene
l’accompagnamento sia degli
adottati sia di tutti gli altri progetti in corso. Grazie poi ad Internet
rimarrò sempre in contatto con le responsabili che ho incontrato
personalmente prima di partire. Questo vi assicura che nulla è cambiato.
Continueremo insieme a portare la speranza e a collaborare con le famiglie
mozambicane all’educazione della gioventù, al sostegno agli
alluvionati, all’Università Cattolica, alla Farmacia di Pemba,
nell’aiuto a malati, ciechi, poveri…
Una sola eccezione: la
Missione di Namaita è attualmente chiusa a tempo indeterminato. L’unica
missionaria laica che in precedenza gestiva i nostri progetti, per motivi
di salute è tornata in Brasile. Sospendiamo quindi le adozioni essendo
impossibile seguire personalmente gli adottati che però abbiamo affidato
ad un altro Progetto locale che continuerà a seguirli. Siamo arrivati a
questa decisione dopo aver parlato e discusso con i genitori dei bambini.
Queste famiglie ringraziano e promettono un legame di preghiera e
d’affetto che non verrà mai meno.
Mi permetto di fare
un’osservazione. Certamente avrete notato che nelle letterine scritte
sia dagli adottati, sia dai genitori, sono sempre presenti la promessa
della preghiera o l’augurio della benedizione di Dio avvolti in
espressioni di tenerezza. Forse potrà esservi venuto il dubbio che siamo
noi missionari a suggerire queste espressioni di religiosità, ma non è
così. Quello viene dal profondo del cuore e dalla cultura di questo
popolo che mette ancora Dio al primo posto, si tratti di cristiani,
mussulmani o della religione tradizionale.
Quali notizie ho dal
Mozambico? Tante. Ce n’è una triste: l’adottato Ernesto Canuna, del
quarto anno di Giurisprudenza, è deceduto. L’ho lasciato che stava
benissimo, anzi, fu lui come decano degli studenti a porgermi il saluto
prima di partire. Ricordo che disse: “Non diciamo addio, ma arrivederci
perché suor Dalmazia tornerà fra noi, alla sua Patria d’Adozione”.
Il messaggio della causa
della sua morte è laconico: malaria. La malaria, questo male diventato
terribile, che abitualmente si risolve con un febbrone, ma che si può
trasformare in trappola mortale anche in persone abituate ad avere
attacchi malarici. Basti dire che quest’anno sono deceduti in Mozambico
anche due missionari a causa della malaria. Preghiamo per lui e che dal
Cielo ci protegga.
Gli altri adottati stanno
bene e sono in piena attività scolastica. Molti sono al primo anno
d’asilo o delle elementari; altri con il cruccio degli esami di fine
ciclo da sostenere, tutti impegnati a buon profitto degli studi. Grazie di
cuore.
In
particolare ricordo che il primo gruppo di universitari adottati, il 23
settembre prossimo, sarà in festa: riceveranno il primo grado accademico,
il baccalaureato, ossia la laurea breve. A tutti noi piacerebbe essere presenti, facciamolo con
il cuore e in preghiera e sentiamo dentro di noi la loro gratitudine e lo
stimolo di continuare quest’avventura dell’adozione: piano piano ne
vedremo i frutti.
E l’alluvione? Come saprete
l’emergenza in senso stretto è finita. I campi di raccolta sono stati
chiusi. Le persone sono state riportate nelle loro zone, quando è stato
possibile, e altre in luoghi più sicuri, ma lontani dalle scuole e dai
posti di lavoro con immenso disagio. Molti alluvionati di Maputo sono
stati trasferiti a 30 chilometri, così che persone che in un’ora di
cammino raggiungevano scuola e lavoro, si trovano ora a dover prendere più
mezzi di trasporto senza nessun indennizzo o sussidio.
Grazie a voi non abbiamo
ancora abbandonato nessuno delle famiglie alle quali avete reso possibile
il soccorso. E gli alluvionati rispondono con una volontà tenace di
tornare a vivere ricostruendo la vita almeno dal punto di partenza.
Ho visto le famiglie del
Bairro Caniço B, quello con le case invase dalla sabbia che ha alzato il
livello del terreno di quasi due metri, scoperchiare le case e alzare i
muri. Gli assistiti della campagna ci hanno chiesto l’aiuto sia per
comprare caprette, mucche, anitre, polli, sia per attrezzi e sementi.
Purtroppo non è facile la
ripresa della vita rurale agricola per vari motivi. In alcune zone come a
Beira continua a piovere anche se siamo nel tempo secco. Vi passai, lo
vidi con i miei occhi. La terra è ormai imbevuta d’acqua e non assorbe
più. Gli agricoltori stanno sperimentando una nuova tecnica: alzare i
solchi di quasi mezzo metro e seminare sul costone per non far marcire le
radici che altrimenti rimarrebbero sommerse continuamente nell’acqua.
Un impegno vi è anche nel
ricostruire le strutture: scuole e pronti soccorsi. Per venire incontro
alla carenza alimentare noi missionarie della Consolata abbiamo aperto
vari Centri di Nutrizione per bambini con l’aiuto di mamme volontarie
locali che hanno offerto il loro cortile per accogliere i bambini. Per
questa iniziativa, un grazie speciale al SERMIG di Torino: gli alimenti
per bambini che ci hanno inviato con gli aerei sono una provvidenza
immensa. Abbinando le offerte “SOS Mozambico” per comperare riso e
farina, cuciniamo pappe e minestre nutrienti che aiutano i bambini a
superare la fase critica. Sono un migliaio i bambini che ogni giorno
soccorriamo. In genere dopo un mese di cura i piccoli rifioriscono e
lasciano il posto ad altri.
Ed ora … il mio nuovo
indirizzo:
Suor
Dalmazia Colombo
Suore
Missionarie della Consolata
Corso Allamano,
137
10095 Grugliasco (Torino)
Tel.
011/703.703
Email stau.mc@pcn.net
Con affetto rimaniamo uniti.
Ho promesso che la mia assenza dal Mozambico non avrebbe significato
diminuzione d’amore solidale: sono certa di non aver detto una bugia e
grazie a voi tutti per l’aiuto che mi darete a mantenere la parola
Suor
Dalmazia Colombo
Missionaria
della Consolata
Indietro
|