Come
scrivere di Africa che muore vedendo i volti di
migliaia di bambini, ragazzi e ragazze nel fiore della vita e uomini e
donne che incontri, nelle scuole, nelle chiese, nei mercati, per le
strade, nelle cittā e nelle campagne, simbolo della vita e della
speranza?
Mi
si chiede di parlare del Mozambico che muore, dopo l'inondazione che si č
accanita impietosa per quasi tre mesi. Rivedo i volti impietriti,
invecchiati, di bambini, giovani, mamme e papā, accampati alla meglio,
lontani dalle loro case o muti accanto alle abitazioni allagate.
La
morte avrebbe avuto il sopravvento se la solidarietā internazionale non
fosse giunta tempestiva a spezzarne il laccio. Ma la salvezza č dovuta in
primo luogo alla forza dei mozambicani che, arrampicatisi sugli alberi,
hanno resistito per giorni e giorni in attesa dei soccorsi (proprio su un
albero, anzi, una mamma ha dato alla luce la sua creatura), oppure si sono
messi in cammino, guadando le strade divenute fiumi, prendendosi per mano
sorreggendo bambini e malati.
E
ora, che sta succedendo? Anche se vi hanno perso la vita migliaia di
persone e cittā intere, villaggi e campi con culture in fiore sono stati
sommersi, questa valle č ora la "valle della speranza". Lo
testimoniano le suore che, fin dai primi giorni, hanno condiviso il
calvario del popolo. Protagonisti della speranza sono stati tutti i
componenti della numerosa famiglia africana, nessuno escluso. I ragazzini
sono stati i primi a scoprire i pesci e a improvvisare ami per pescare,
dalle capanne le donne e gli uomini hanno cercato di recuperare persino i
pali che la sabbia aveva interrato. E' stato messo in piedi un piccolo
commercio, fatto di sapone, sale, zucchero, biro....E appena la terra ha
cominciato a riemergere, la gente ha chiesto zappe e sementi per seminare.
Ho
parlato per telefono con suor Lucildina e suor Lucia, protagoniste
nell'emergenza e ora nella ricostruzione. Quando ho parlato loro di
"Africa che muore" si sono subito ribellate. "No - mi hanno
risposto - qui la parola che passa di bocca in bocca č Speranza,
Vita". La gente ha scoperchiato capanne e casette in cemento e le sta
rialzando con mattoni o stuoie di canne. Armata di secchi e badili, ha
smosso i detriti entrati nella chiesa per poterla livellare.
Desidero
ringraziare le tante persone che hanno ascoltato l'appello che giungeva
dal Mozambico, quando la gente qui viveva una lunga settimana di Passione.
Ora la vita rifiorisce.